Antonello Cresti

Nasce a Firenze il 30 aprile 1980.Osservatore e divulgatore della cultura britannica, viaggia nel Regno Unito fin dall'adolescenza, documentando le esperienze accumulate nel corso degli anni sia attraverso progetti musicali, sia tramite saggi dedicati agli aspetti underground, controculturali e folklorici del mondo inglese.Come musicista è membro fondatore dei Cocainomadi, nel 1998. La band fiorentina verrà ricordata a lungo nella natia città per i provocatori shows che mettono in burletta gli eccessi del rock business.Dal 2002 è membro fondatore del collettivo musicale sperimentale Nihil Project, con il quale pubblica tre album molto apprezzati dal circuito underground. Ad essi collaborano nomi di grande spicco della scena internazionale, come Claudio Rocchi, Steve Sylvester dei Death SS, Andrea Chimenti, Christian Burchard degli Embryo, etc...

Nel 2006 è un estemporaneo progetto in trio, denominato In Yonder Garden, che uscirà su etichetta inglese.

Nel 2004 pubblica il primo saggio, U.K. On Acid, nel quale traccia un iter in musica attraverso la stagione psichedelica della Summer of Love. Nel 2006 dà alle stampe la microguida Fish and Chips, nelle cui pagine percorre itinerari fisici e metafisici autobiografici nell'Inghilterra e nel Galles.

Nel 2009 condivide la direzione artistica del festival 'Britmania'. Nello stesso anno accetta la proposta di candidatura, da indipendente, per il Consiglio Comunale di Firenze.

Tra il 2009 ed il 2011 pubblica la 'trilogia' tematica sull'interazione tra musica inglese e storia, civiltà, misticismo e paesaggio. Nel primo dei tre libri, Fairest Isle, si occupa dell'Electric Folk britannico; in Lucifer over London analizza le ripercussioni in musica (industriale, folk apocalittico) dell'influenza esercitata sulla cultura inglese da parte delle personalità, delle vicende e dei luoghi più 'oscuri' del Paese. Nell'ultimo dei tre saggi, Come to the Sabbat, la disamina si amplia sia dal punto di vista del periodo storico che da quello dei generi musicali, affiancando alla riflessione dell'autore interviste ad esperti, studiosi e protagonisti della controcultura britannica in tema di misticismo ed esoterismo.Dal 2013 firma recensioni librarie e discografiche sullo storico mensile musicale Rockerilla. Collabora inoltre alle pagine culturali de Il manifesto e con un ampio numero di riviste cartacee e web dall'ampio spettro di interessi e sensibilità.In Solchi sperimentali, pubblicato nell'ottobre del 2014, traccia un ampio percorso di ascolti attraverso la musica d'avanguardia dagli anni Sessanta ai giorni nostri, dando spazio ad ambiti musicali assai vari sia per provenienza che per genere.Dalla costola di Solchi Sperimentali viene alla luce, nell'ottobre 2015, Solchi Sperimentali Italia - 50 anni di italiche musiche altre. Nella voluminosa trattazione Cresti documenta la scena italiana di musica sperimentale e di ricerca degli ultimi cinque decenni, recensendo (in alcuni casi per la prima volta) le opere che hanno contribuito a rendere quello italiano un panorama creativo d'eccellenza Alla maggior parte delle recensioni Cresti affianca interviste esclusive agli autori -nonché ai discografici - coinvolti nei diversi progetti trattati. Sia l'attitudine divulgativa di Cresti, al contempo rigorosa e pionieristica, che il supporto attivo di alcuni dei protagonisti hanno portato Solchi Sperimentali Italia all'attenzione della critica nonché ad un largo ed immediato consenso di pubblico, testimoniato anche dalla creazione dei Solchi Sperimentali Fest, festival territoriali tematici che seguono la filosofia del libro.Il 2016 è l'anno del ritorno di Cresti alla dimensione narrativa. Dopo dieci anni esatti, infatti, riprende e sviluppa il discorso avviato con Fish and Chips, pubblicando Ho trovato l'Inghilterra!, una guida approfondita ai propri luoghi del cuore nella Bianca Isola.

Sempre nel 2016 si assiste alla nascita della etichetta discografica Solchi Sperimentali Discografici, che debutta con un cd tributo al compianto Claudio Rocchi.